Prolungamento dell’intervallo QT associato a trattamento con donepezil

A cura di Alessandra Russo. Specialista in Tossicologia Medica. Messina

 

Un team giapponese ha pubblicato i risultati di uno studio (1) condotto su 57 pazienti di età superiore a 65 anni, affetti da malattia di Alzheimer e trattati con donepezil.

I pazienti erano in trattamento in media da circa 1 anno e mezzo.

Nei pazienti trattati con donepezil, l’intervallo QTc risultava allungato in media di 10 millisecondi.

Nel 30% di questi pazienti, l’intervallo QTc era considerato lungo (maggiore di 450 millisecondi negli uomini e superiore a 460 millisecondi nelle donne).

Anche altri inibitori delle colinesterasi, come la galantamina e la rivastigmina, sono risultati associati a prolungamento dell’intervallo QT (2).

 

Il donepezil, come la galantamina e la rivastigmina, espone i pazienti al rischio di sviluppare disturbi cardiaci, che talvolta possono essere di grado severo e persino fatali.

I disturbi cardiaci includono bradicardia, sincope, effetti a livello della conduzione cardiaca (blocco atrioventricolare).

Inoltre, sono state riportate reazioni avverse gastrointestinali, come vomito talvolta di grado severo, e disturbi neuropsichiatrici.

 

Bibliografia

  1. Kuwahata S, et al. Effect of QT prolongation in patients taking cholinesterase inhibitors (Donepezil) for Alzheimer’s disease. Circ Rep 2021; 3: 115-121.
  2. Malone K, Hancox JC. QT interval prolongation and Torsades de Pointes with donepezil, rivastigmine and galantamine. Ther Adv Drug Saf 2020; 11: 1-14.
Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2023