Disturbi psicotici associati all’uso di integratori alimentari: un caso clinico

A cura di Antonella Di Sotto
Dipartimento Fisiologia e Farmacologia “V. Erspamer”, Sapienza – Università di Roma 

L’uso di integratori alimentari, in particolare a base di piante medicinali, è diventato sempre più frequente in virtù della semplice reperibilità sul mercato. Molti di essi sono assunti per migliorare l’umore e le prestazioni mentali e diversi studi hanno correlato l’uso di alcuni di questi prodotti a manifestazioni di tipo psichiatrico (1,2).
Un recente case report di Wong et al. (2016), pubblicato sulla rivista “The primary care companion for CNS disorders”, descrive uno stato di psicosi riconducibile all’uso di diversi integratori alimentari contenenti piante medicinali, vitamine, probiotici ed enzimi.

Un uomo di 43 anni è stato ricoverato presso il reparto di  psichiatria della University of California (Irvine) per disturbi comportamentali accompagnati da allucinazioni uditive e visive che duravano da circa 6 mesi.
Egli riferiva di aver sentito voci che gli dicevano di lasciare il lavoro o la famiglia, di vedere facce insolite e di avere visioni violente di se stesso che si feriva con un coltello. Inoltre, riferiva di avere pensieri paranoici: persone che ascoltavano le sue telefonate o leggevano la sua posta elettronica a lavoro. Nel periodo in cui si erano manifestati i sintomi paranoici, si erano ridotti anche il sonno e l’appetito.
I sintomi descritti non potevano essere ricondotti ad un quadro depressivo né a sintomi maniacali.
Il paziente non presentava una storia pregressa di disturbi psichiatrici personali o familiari né faceva uso di tabacco o di sostanze ricreative; il consumo di alcoolici era limitato ad una birra a settimana.
Gli esami fisici, cognitivi ed ematici sono risultati nella norma. Una TAC senza contrasto non ha mostrato anomalie intracraniche acute. Alla visita medica, è emerso che il paziente stava assumendo 5 diversi integratori alimentari (alcuni per il controllo del peso corporeo) ognuno dei quali di composizione alquanto complessa:

  • Garcinia cambogia: cromo, Garcinia cambogia (acido idrossicitrico), estratto di semi di caffè verde (Coffea canephora robusta), chetoni del lampone;
  • Brain Support (Irwin Organics): polvere di ginkgo, mirtillo (Vaccinium angustifolium), ginseng asiatico, vite rossa, zenzero, papaya;
  • Brain Awake (Irwin Organics): vitamine B6 e B12, folati, trigliceridi a media catena, acetil-l-carnitina, estratti di Bacopa, basilico santo (Ocimum tenuiflorum), tè, melissa, rosmarino, pepe nero, zenzero e L-teanina;
  • Probiotico: Lactobacillus acidophilus, paracasei, plantarum e rhamnosus, Bifidobacterium lactis e bifidum;
  • Absorbmax (BioTRUST Nutrition): proteasi SP ed S, aspergillopepsina, peptidasi, amilasi, glucoamilasi, lipasi, lattasi, α-galattosidasi, fitasi, cellulasi, β-glucanasi, emicellulasi, pectinasi, xylanasi, bromelaina, pepe di Cayenna e rizoma di zenzero.

Dopo il ricovero, il paziente è stato trattato con risperidone (2 mg) per i sintomi psicotici, difenidramina (25 mg due volte al giorno) per i disturbi del sonno e l’irrequietezza e Vitamina B12 (1000 mcg) come supplemento; inoltre è stata sospesa l’assunzione degli integratori alimentari.
Le allucinazioni si sono ridotte in maniera significativa, il sonno si è regolarizzato e l’appetito si è ristabilito. Successivamente il paziente ha ripreso l’attività lavorativa con il supporto farmacologico e di uno psichiatra. Alla visita di controllo, riferiva che le allucinazioni erano scomparse quasi completamente ma lamentava la preoccupazione di essere meno produttivo senza l’uso degli integratori. Il dosaggio di risperidone è stato aumentato (1 mg al mattino e 3 mg al momento di coricarsi) e alla visita successiva i sintomi psicotici erano completamente scomparsi, quindi l’assunzione del farmaco è stata ridotta progressivamente.
Sebbene l’eziologia non sia del tutto chiara, in assenza di cause alternative, lo stato di psicosi descritto da Wong et al. (2016) sembra da ricondurre all’assunzione di integratori alimentari. Rimane tuttavia da definire se la sintomatologia psicotica sia da attribuire ad un prodotto specifico oppure possa essere conseguenza di un’interazione tra diversi componenti presenti nei prodotti assunti dal paziente.

Commento
Anzitutto è da chiedersi quale sia il razionale dell’assunzione, da parte di un soggetto giovane quale quello oggetto della reazione descritta, di una tale quantità di integratori alimentari. E’ del tutto sbagliato assumere più integratori multicomponenti pensando che possano svolgere tra loro un effetto sinergico benefico, perché molti di questi, in particolare gli estratti vegetali, contengono una molteplicità di composti chimici che possono agire direttamente o interagire con altri costituenti, aumentando esponenzialmente la possibilità di reazioni avverse.
In presenza di un paziente con sintomi psicotici, in condizioni di salute normali e senza una storia pregressa di disturbi psichici, è opportuno verificare la possibilità che abbia assunto integratori alimentari, al fine di ottimizzare l’intervento clinico. Inoltre, tenendo conto dell’ampio uso di integratori e del numero crescente di casi di reazioni avverse ad essi (3-5), è ormai fondamentale per i medici saper riconoscere tali reazioni.  

Fonte
Wong MK, et al. Five supplements and multiple psychotic symptoms: a case report. Prim Care Companion CNS Disord 2016; 18: 10.4088/PCC.15br01856

Bibliografia

  1. Bauer M, et al. Common use of dietary supplements for bipolar disorder: a naturalistic, self-reported study. Int J Bipolar Disord 2015; 3: 29.
  2. Rogers EA, et al. Are emergency department patients at risk for herb-drug interactions? Acad Emerg Med 2001; 8: 932–934.
  3. Ernst E. Serious psychiatric and neurological adverse effects of herbal medicines: a systematic review. Acta Psychiatr Scand 2003; 108: 83–91.
  4. Evcimen H, et al. Psychosis precipitated by acetyl-L-carnitine in a patient with bipolar disorder. Prim Care Companion J Clin Psychiatry 2007; 9: 71–72.
  5. Norelli LJ, Xu C. Manic psychosis associated with ginseng: a report of two cases and discussion of the literature. J Diet suppl 2015; 12: 119–125.
Ultimo aggiornamento: 04 ottobre 2016